Curare Ernia del Disco Senza Intervento

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L’ernia del disco è una patologia dotata di un’elevatissima incidenza: ogni anno infatti, il numero degli interventi chirurgici eseguiti per questo problema possiede un indice di circa 50 persone su 100.000.

Ma cos’è l’ernia del disco e quando è davvero necessario sottoporsi all’intervento?

Ernia del Disco Come Si Cura?

L’ernia del disco intervertebrale, chiamata anche ernia discale, è una condizione che deriva dalla fuoriuscita del contenuto polposo del disco intervertebrale, a seguito della rottura del suo anello fibroso.

Questo può interessare i dischi intervertebrali di qualsiasi parte della colonna: cervicali, dorsali, lombari, sacrali.

A seconda della sede in cui si verifica l’ernia del disco e la conseguente compressione nervosa, i sintomi sono diversi. Oltre al dolore si possono verificare formicolii agli arti superiori o inferiori, parestesie e perdita di forza, vertigini, nausea, etc..

Le principali cause dell’ernia del disco possono essere riconducibili a traumi della colonna vertebrale, che generano la rottura dell’anello fibroso, come ad esempio eccessivi sforzi durante l’attività fisica, sollevamento di pesi, invecchiamento e conseguente irrigidimento delle articolazioni, peso elevato che provoca uno stress dannoso alla colonna.

Questa condizione causa numerosissimi sintomi che interessano principalmente la schiena e gli arti inferiori: sciatica, forte mal di schiena, dolore variabile agli arti inferiori e intorpidimento.

Quali sono i rimedi e le terapie per l’ernia del disco? L’intervento chirurgico è l’unica trattamento efficace e definitivo per la cura di questa patologia?

Terapia Conservativa Ernia del Disco

Il trattamento e la cura dell’ernia del disco sono strettamente legati all’intensità con la quale la patologia si presenta.

Si possono verificare infatti tre tipologie di ernia discale, dalla meno grave alla più grave.

  • Ernia Discale contenuta: l’ernia si presenta come un rigonfiamento nel disco intervertebrale, dove è presente la rottura dell’anello fibroso, ma il midollo polposo risulta ancora contenuto.
  • Ernia Discale protusa: il contenuto polposo del disco intervertebrale abbandona parzialmente la propria sede naturale.
  • Ernia Discale espulsa: il midollo polposo abbandona completamente la propria sede naturale e migra verso altre zone anatomiche.

I possibili trattamenti per l’ernia del disco sono quindi da stabilirsi in base alla gravità della patologia: per i casi più complessi, si deve ricorrere ad un intervento chirurgico mini-invasivo, con l’impiego di tecnologie come il laser, o micro-invasivo con tecniche di microchirurgia.

Tuttavia per i casi meno gravi o mediamente gravi, è possibile trattare il problema ricorrendo all’impiego di farmaci mio-rilassanti o a base di cortisone per limitare la sensazione dolorosa oppure affidarsi a terapie all’avanguardia come l’ozonoterapia.

Cos’è l’ozonoterapia e quanto è efficace per la cura dell’ernia del disco?

Ozonoterapia Ernia del Disco

L’ossigeno ozono terapia è un tipo di terapia che si serve dell’impiego di ozono medicale e ossigeno per contrastare patologie mediche.

Impiegata anche in ambito estetico, questa terapia ha riscontrato un enorme successo negli ultimi tempi, grazie alle proprietà benefiche, antiossidanti e antinfiammatorie dell’ozono.

Il suo impiego risulta ottimale anche per combattere le infezioni: l’ozono infatti viene prodotto naturalmente dal nostro corpo da particolari cellule, i granulociti neutrofili, ossia globuli bianchi che si occupano di ostacolare le infezioni, grazie alla loro azione battericida.

L’ozonoterapia viene consigliata soprattutto nei casi di ernia del disco.

Oltre a ridurre notevolmente la sintomatologia dolorosa legata all’ernia del disco grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, l’ozonoterapia risulta una strategia ottimale anche per ridurre il volume dell’ernia, agendo direttamente sul nucleo polposo.

E’ possibile infatti eseguire punture di ozono, mirate specificatamente sul sito di interesse: in questo modo si otterrà la disidratazione del nucleo polposo del disco, impedendo un potenziale peggioramento dell’ernia.

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