Differenza fra Dolore Cronico e Acuto

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Qual è la differenza fra Dolore Cronico e Acuto?

Per molti pazienti è difficile descrivere i propri sintomi al medico e questo comporta maggiori difficoltà per l’elaborazione di una diagnosi accurata.

In alcuni casi il medico è preparato a riconoscere le reazioni al dolore e ad individuare da queste il problema.

In altre solo le risposte del paziente possono far capire al medico a quali esami sottoporre il paziente per trovare un rimedio al dolore.

Ecco quindi un articolo dedicato alla differenza fra dolore cronico e acuto, una domanda molto gettonata e richiesta a cui oggi daremo una risposta approfondita.

Dolore Acuto Significato    

Il dolore è un’esperienza molto spiacevole per le persone.

Di solito il dolore è diviso in cronico e acuto a partire dalla durata, perché l’intensità è qualcosa di difficile da esprimere a parole e ogni paziente potrebbe interpretarla in base a come vive il proprio.

Ci sono persone che tollerano meno di altre il dolore, motivo per cui la distinzione più efficace è proprio quella tra dolore acuto e cronico.

Cos’è un dolore acuto?

Si tratta di un dolore improvviso che può giungere in risposta ad uno stimolo come un trauma, un intervento, un’ustione ecc… e che allerta immediatamente l’organismo.

Esso produce alcune reazioni di difesa tipiche in tutte le persone, a prescindere da quale sia la sua causa: paura, ansia, alterazioni dell’umore, atteggiamenti mimici e posturali come la posizione fetale, alterazioni del cuore, del sangue, del respiro e del sistema nervoso e così via.

Si tratta di risposte immediate e conseguenti al dolore acuto percepito.

Dolore Cronico Definizione

Prima la medicina considerava cronico un dolore della durata di almeno sei mesi.

Oggi questo limite temporale è variato perché il dolore cronico è identificato come un dolore che dura oltre il tempo di guarigione.

In questo modo il dolore non è considerato solo sintomo ma anche malattia stessa, dato che può avere ripercussioni sulla vita delle persone.

Per il dolore acuto, solitamente, vi è una sola causa.

Per quello cronico possono esserci più fattori scatenanti integrati tra loro e quindi figurare una situazione complessa, che cambia continuamente.

Mentre per il dolore acuto il sistema nervoso risponde immediatamente, per il dolore cronico le risposte possono diventare l’origine stessa del dolore.

Le cause da dolore cronico possono essere mal di schiena, mal di testa, neuropatie, dolori tumorali, artrosi e così via.

Terapia del Dolore Cronico

Proprio per via della complessità del dolore cronico sono opportune strategie terapeutiche importanti che aiutino il paziente a soffrire meno. La legge 38/2010 stabilisce che la sanità dia accesso a cure palliative per la terapia del dolore a prescindere da malattia ed età.

Con ciò si fa riferimento alle soluzioni di intervento chirurgico, cognitivo, comportamentale, farmacologico orientate alla riduzione del cosiddetto dolore inutile per lenire le sofferenze del paziente.

Analgesici, anestetici, fans, antidepressivi, antiepilettici e anticonvuslivanti sono farmaci anti dolore cronico che si usano in tal senso, come anche oppiacei e cannabinoidi.

Si tratta di un diritto inviolabile di ogni cittadino per il quale tutti devono avere accesso alle limitazioni del dolore cronico.

A tale proposito potrebbe interessarti l’approfondimento sulla terapia del dolore che spiega meglio i principi su cui si fonda.

 

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