Invalidità per Stenosi del Canale Lombare

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La Stenosi lombare è il restringimento del diametro del canale vertebrale, del recesso laterale e/o dei forami intervertebrali a carico del canale vertebrale; etimologicamente il termine deriva dal greco stenosis, che significa appunto restringimento.

Tale restringimento comporta la compressione del sacco durale e/o delle radici spinali.

Le cause a cui è dovuto questo fenomeno sono varie e riguardano prevalentemente i soggetti di età adulta e di genere maschile.

Stenosi Lombare

Quali Vertebre Interessa la Stenosi Lombare?

Le vertebre maggiormente interessate da stenosi lombare appartengono al tratto lombare e nello specifico sono i livelli L3-L4 ed L4-L5 (ossia il tratto compreso rispettivamente tra la terza e la quarta vertebra lombare e il tratto compreso tra la quarta e la quinta vertebra lombare).

Tale patologia interessa con frequenza minore il tratto compreso tra le vertebre L5-S1 (la quinta vertebra lombare e la prima vertebra sacrale).

Misurando il diametro antero-posteriore del canale vertebrale si considera come valore normale 15 mm, si parla di grave stenosi per valori inferiori a 7 mm.

Perché Si Crea una Stenosi del Canale?

Gli eventi che negli anni portano alla formazione della stenosi del rachide lombare sono da considerarsi come il risultato dinamico di un processo di “instabilità” che progressivamente si aggrava e si complica sino a caratterizzare questo tipo di patologia.

Si ipotizza che questa instabilità riguarda inizialmente il disco intervertebrale. A causa dell’avanzare dell’età, il “ripetersi” di micro-traumi che il soggetto si procura con il mantenimento di posture scorrette e con le normali attività quotidiane, si ha una progressiva disidratazione del nucleo polposo (parte centrale del disco), cui conseguono una serie di alterazioni, quali: diminuzione di volume e di altezza del disco e invaginazione delle fibre della parte esterna dell’anulus sino alla fissurazione delle fibre dell’anulus.

La degenerazione discale di uno o più livelli del rachide lombosacrale è, dunque, spesso il primum movens di un processo di microinstabilità della colonna stessa, che sostiene il corpo scaricando il carico di lavoro maggiormente sulle faccette articolari, che a loro volta degenerano, si ispessiscono e danno luogo, assieme al formarsi di osteofiti, al quadro di stenosi lombare.

Questi eventi determinano, quindi, l’ispessimento di alcuni tessuti nella regione posteriore del canale spinale (il legamento giallo prevalentemente e delle faccette articolari) che associati alla discopatia nella regione anteriore del canale spinale determinano, quindi, un restringimento del canale stesso con “strozzamento” delle radici dei nervi spinali e dei nervi stessi. Questa sofferenza aumenta quando è richiesta una maggiore attività dei nervi stessi, questo spiega la maggiore difficolta durante la marcia.

Sintomi Stenosi Lombare

In generale i sintomi caratterizzanti di questa patologia sono:

  • Dolore lombare al livello del restringimento, spesso accompagnato dal dolore derivato al coinvolgimento delle radici spinali, causato dal “processo infiammatorio” che si genera a carico dei nervi a tale livello.
  • Parestesie, ossia “formicolii” e relativa perdita di sensibilità ad alcune regioni delle cosce e delle gambe.
  • Claudicatio motoria, ossia dolore agli arti inferiori che si aggrava con il marcia fino a che il paziente è costretto a fermarsi per riposare.
  • Ipostenia, ossia la perdita di forza, degli arti inferiori nei casi piu gravi.

Prevenzione Stenosi Lombare

Contro la Stenosi del canale lombare primitiva, ossia la patologia derivata da cause congenite, è impossibile attuare una prevenzione.

Discorso a parte per la Stenosi del canale lombare secondaria, per evitare l’insorgere di questa patologia è consigliato preservare la colonna vertebrale da sovraccarichi eccessivi, evitare il sovrappeso e svolgere attività sportiva.

Invalidità Stenosi Lombare

Tale patologia può portare a una invalidità di percentuale variabile. Ciò varia in base alla gravità della patologia e quindi al grado si sofferenza dei nervi.

Essendo una patologia particolarmente dolorosa e limitante delle capacità motorie può esitare in una invalidità di percentuale elevata.

In caso di interventi chirurgici, la presenza di protesi, renderà inevitabile l’invalidità.

L’intervento consiste in una decompressione del canale vertebrale con l’asportazione di alcuni segmenti ossei prestabiliti, così da donare al canale vertebrale lo spazio necessario affinché la compressione cessi.

In alcuni casi l’intervento non risulta essere interamente risolutivo, e per questo il paziente continuerà ad avere difficoltà relative al movimento o a qualsiasi attività motoria, ciò a causa di parestesia o di deficit neurologici, in questi casi l’invalidità è massima, in quanto il paziente è privato delle possibilità di conseguire gli atti ordinari di vita quotidiana.

In casi in cui tale patologia non risulta essere particolarmente accentuata, l’invalidità risulta essere nulla o di percentuale bassa, in quanto è curabile tramite farmaci da banco come i FANS o analgesici più potenti tra cui il paracetamolo.

Un ottimo trattamento consiste in delle terapie mirate “guidate” con ecografia o raggi X che hanno lo scopo di ridurre il processo infiammatorio che si genera a livello del restringimento e a carico dei nervi.

La “durata” del beneficio è, ovviamente, variabile in relazione alla gravita del restringimento, dello stile di vita del paziente e dell’eventuale sovrappeso

2 Commenti
  1. alfredo delloglio dice

    buon giorno mi chiamo alfredo dell oglio 2 anni fa ho fatto un intervento di stenosi lombare con tanto di viti e placche io facevo il muratore ho 48 anni mi avevano detto che l operazione avrebbe risolto i problemi ma dopo quasi 20 mesi di tira e molla con tanto di risonanze e tac con diversi altri esami si e deciso di rioperarmi x la sostituzione del primo impianto ma ha distanza di 4 mesi siamo punto e a capo non lavoro piu da 2 anni e per di piu dopo aver fatto domanda di assegno ordinario prima mi e satato accolto ma dopo 8 mesi me lo hanno revocato ,ho dolori nella parte sx della schiena e mi si gonfia la parte esterna della gamba ,sono abbattuto e triste oltre al danno anche la beffa ora stiamo in causa con l inps.vorrei sapere se con il nuovo intervento mi aumenta la percentuale invalidante anche xche dopo il nuovo intervento ho avuto anche problemi ,causa le tante medicine cosi da provocarmi un infezione al colon tutto documentato, spero mi rispondiate ne avrei bisogno distinti saluti

  2. mario mazzola -mi. binasco 20082 dice

    sono stato operato di epicondilite braccio dx- il sinistro porta un all. dell.osso e fa maolto male 2 interventi in un anno di ernia al disco -cervicale con ernia curata senza nessun milioramento con radioterapia e varie sedute di infiltrazioni di analgesici vari- sordita dovuta alla etaq – occhi con lenti progress. 3 punti
    -ultimamente intervento di stenosi lombare con annessi 3 palcche e 6 bulloni deambulo solo ed unicamente con bastone dolori molto forti sempre-premetto sono stato operato il 16y-12 1919– sto prendendo molti aqntidolorifici ma le gambe sembrano tuttora infuocate specie la dx- secondo voi posso fare domanda di invalidita ho 79 anni compiuti da un mese mio dott. dice che non rientro nei punti che servono-puo essere vero grazie infinite

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