Terapia del Dolore: Cosa è

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Il dolore è la percezione soggettiva a livello dello strato corticale del cervello di un danno tissutale reale o potenziale, o descritto come tale, che si verifica nel nostro corpo: si tratta dell’interpretazione delle sensazioni dolorose che il nostro sistema nervoso fornisce al cervello.

Il dolore di tipo nocicettivo è dato dall’attivazione fisiologica dei nocicettori, dei recettori sensoriali che si trovano sparsi nel nostro corpo, sensibili a stimoli tipicamente di natura meccanica, chimica, termica.

Il dolore neuropatico, invece, è causato da una lesione o una patologia del sistema somatosensitivo.

Al contrario del dolore nocicettivo, che è causato da un normale meccanismo di difesa in seguito a un insulto fisico o da un processo infiammatorio, il dolore neuropatico non segue la via fisiologica di trasmissione del dolore, ma origina proprio all’interno del sistema nervoso.

Il dolore neuropatico è un dolore acuto o cronico dovuto ad un danno a livello dei nervi periferici, delle radici nervose, del midollo spinale o delle strutture superiori fino alla corteccia, e costituisce un fenomeno totalmente patologico, causa di sindromi dolorose molto difficili da curare.

La terapia del dolore consiste nell’approccio terapeutico e scientifico al trattamento di tutte quelle patologie in cui il dolore rappresenta un sintomo importante.

Il benessere del paziente è fondamentale per il raggiungimento di uno stato psico-fisico equilibrato, ed è un aspetto da non sottovalutare.

Soprattutto quando il trattamento della patologia (causa del dolore), è insufficiente o non efficace, la terapia del dolore costituisce un valido supporto al paziente.

Svolgere le normali attività giornaliere, che fanno parte della quotidianità di ogni individuo, essere indipendenti nei movimenti e sentirsi in grado di affrontare ogni piccola esperienza senza fatica e sofferenza, è molto importante per la qualità della vita.

Il dolore in molti casi è invalidante e costringe il paziente a vivere una vita limitata e costretta a pochi movimenti, ecco perché la terapia del dolore va presa sempre in considerazione nei casi di sindromi dolorose.

Cause di dolore cronico

Il dolore può essere localizzato, quando si è in grado di indicare il punto preciso del corpo dove si avverte il dolore, irradiato nel caso in cui la sensazione dolorosa segue un decorso lungo un tratto del corpo (ad esempio un mal di schiena con irradiazione sciatica), o riferito se l’area interessata più o meno vasta non ha una chiara localizzazione.

In base a durata e tempo, si può ulteriormente fare una distinzione tra dolore acuto, che compare all’improvviso per una durata limitata e tende a scomparire da solo, e dolore cronico, di tipo continuativo nel tempo, in grado di compromettere la vita sociale e lo stato emotivo del paziente.

Tantissime persone soffrono di dolore cronico, con effetti che si riflettono anche sulla loro vita privata e sociale, sulle capacità fisiche, emozionali e lavorative.

Si tratta di un dolore che compromette la vita sotto diversi e molteplici aspetti, con associati disturbi del sonno, depressione, affaticamento e a volte ridotte facoltà intellettive.

E’ frequente nei pazienti che soffrono di dolore neuropatico, un dolore che ha origine nei nervi e causato da un’alterazione nel sistema nervoso centrale o periferico.

Le cause più comuni di dolore cronico sono: lombalgia cronica, mal di testa, fibromialgia (sindrome caratterizzata da dolore e rigidità muscolare diffusi), neuropatia (malattia che coinvolge il sistema nervoso), cancro, sclerosi multipla ed altre.

Farmaci impiegati

I farmaci antidolorifici sono fondamentali per trattare il dolore acuto e cronico.

Tra i più utilizzati troviamo il paracetamolo, i farmaci antinfiammatori e gli adiuvanti, indicati per il dolore di lieve o moderata intensità.

Nel caso di dolore derivato dall’ernia al disco per esempio vengono impiegati i FANS e i narcotici, per ridurre il dolore acuto, principalmente causato da un trauma, i miorilassanti indicati per diminuire il dolore specie quando il paziente accusa spasmi muscolari alla schiena, e in alcuni casi le iniezioni di cortisone, che agisce attraverso un importante meccanismo antinfiammatorio.

Quando invece il dolore è molto intenso, la terapia farmacologica prevede l’impiego di cannabinoidi e degli oppioidi, ovvero la morfina e tutti i derivati dell’oppio, da assumere sempre sotto controllo medico.

Questi ultimi sono i farmaci analgesici più potenti, che offrono dei benefici come trattamento adiuvante del dolore cronico, e si usano solo in caso di dolore grave.

Alcune tecniche specialistiche, quali infiltrazioni o blocchi di nervi periferici e centrali, sfruttano al massimo l’efficacia di una miscela di farmaci anestetici e antiflogistici.

Il blocco antalgico, un approccio al dolore acuto e cronico, consiste nella somministrazione di farmaci in prossimità di nervi periferici, radici nervose, punti trigger.

Questo trattamento è molto efficace non solo per le proprietà dei farmaci iniettati, ma anche a causa all’azione ravvicinata sulle radici nervose coinvolte.

La precisione con cui viene localizzata la sede del dolore, oggi è possibile grazie all’utilizzo di moderne apparecchiature come il neurostimolatore.

I blocchi antalgici vengono impiegati per il trattamento di varie forme di nevriti, radicolopatie tra le quali lombosciatalgie, cervicobrachialgie, nevriti intercostali, etc.

Terapia non farmacologica

Quando la terapia farmacologica classica non riesce ad attenuare il dolore nei casi più gravi, è necessario prendere in considerazione altri tipi di trattamenti più invasivi, quali le procedure neurochirurgiche, che vanno valutate caso per caso, o tecniche di chirurgia mini invasiva.

Oltre ai farmaci analgesici e a operazioni chirurgiche, la terapia del dolore si avvale di altri strumenti che possono supportare questi trattamenti.

L’agopuntura (agopuntura tradizionale, moxibustione, coppettazione, auricoloterapia), fondamento della medicina tradizionale cinese, per esempio è indicata nel trattamento di sindromi dolorose muscolo-scheletriche, cefalee e nevralgie, patologie della sfera emotiva, patologie legate alla gravidanza e allattamento, rivolgimento fetale, patologie della sfera sessuale della donna (alterazioni del ciclo, menopausa) e della sfera sessuale maschile, ipertensione arteriosa, allergie, malattie gastro-enteriche e patologie otorinolaringoiatriche.

Tra i metodi non farmacologici per alleviare il dolore sono molto impiegate le tecniche di rilassamento e stimolazione cutanea attraverso il calore, il freddo, i massaggi, la vibrazione e la pressione.

Anche i rimedi riabilitativi, cioè le tecniche di fisioterapia e di riabilitazione volte a ridurre il dolore e l’infiammazione, sono molto importanti ed efficaci per ridurre la sintomatologia dolorosa.

 

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