La Terapia del Dolore in Oncologia

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In Europa sono quasi ottanta milioni le persone che sono affrante da dolori cronici di vario tipo.

Tali dolori rovinano la qualità della vita e sono l’esplicita manifestazione di malattie di tipo osseo e/o articolare, reumatico, metabolico e oncologico. 

Una grande difficoltà è quella di riuscire a valutare in modo oggettivo l’entità del dolore in quanto si tratta di una sensazione molto personale.

Sicuramente ci sono patologie più o meno gravi in cui il dolore rappresenta uno dei sintomi più forti.

Alleviare dal dolore in pazienti con patologie oncologiche è un importante obiettivo per tutte le equipe ospedaliere.

Terapia del Dolore Oncologico

Ridurre il dolore attraverso terapie mirate è un aspetto molto importante da tenere particolarmente in considerazione nei pazienti affetti da tumore.

Spesso è un dovere prioritario in ogni fase della malattia, raggiungibile con una terapia farmacologica.

Purtroppo il dolore quando si manifesta non è altro che un’aggravante che causa la decadenza del soggetto e il suo stato di fragilità psicologica, che coinvolge tutta la persona e chi lo assiste o gli è vicino. 

Il dolore in queste condizioni viene definito dolore totale e non può essere combattuto solamente con la terapia farmacologica.

E’ necessario un approccio multidimensionale, che non oscuri i bisogni psicologici, che devono essere considerati con attenzione e affrontati assieme alla cura del dolore fisico.

La Legge del 8 febbraio 2001 n. 12 sulla norme per agevolare l’impiego dei farmaci analgesici oppiacei nella terapia del dolore, sono state modifiche alla precedente normativa, al fine di garantire un efficace trattamento del dolore nei malati terminali o nei pazienti affetti da dolore cronico.

Adottare tale provvedimento era necessario in quanto, gli analgesici stupefacenti, non essendo facilmente prescritti dai medici, per via di eccessiva rigidità di compilazione della ricetta e la previsione di sanzioni anche penali in caso di errori nella prescrizione.

Tumori che Comprimono le Radici Spinali

La terapia del dolore è bene praticarla ma non è uguale per tutti.

Come si applica la terapia del dolore nel caso di tumori che comprimono le radici spinali?

Se per esempio il paziente deambula e non vi sono lesioni ossee nella parte vertebrale, il trattamento più adatto è la radioterapia perché sembra efficace sull’80/100% dei pazienti mantenendo la capacità di deambulare e senza complicanze generate all’intervento chirurgico.

Nel caso in cui il paziente sia paraplegico, specie se da più tempo, è improbabile che terapie ripristinino la parte neurologica del soggetto a meno che in alcuni casi eccezionali ci sia la possibilità di effettuar trattamenti aggressivi su persone che presentano buona condizioni.

Il paziente che è stato già sottoposto ad una compressione spinale è a rischio di recidiva.

Non trattare la compressione spinale può ridurre la qualità di vita. 

Il sospetto clinico precoce e l’uso appropriato delle procedure diagnostiche e terapeutiche oggi disponibili consentono di alleviare infinite sofferenze.

Per questo è molto importante rivolgersi a uno specialista il prima possibile.

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